La ricerca di un'ape regina, in un alveare vigoroso, ha sempre creato per l'apicoltore professionista un impegno ed una perdita di tempo prezioso.
Per facilitarne l'individuazione gli allevatori d'api regine sono ricorsi alla marcatura, imprimendo sul torace della regina una goccia di vernice indelebile di colore vivace, al fine di poterla identificare sul favo dalle altre api con più facilità e rapidità.
La marcatura può essere fatta in qualsiasi momento della stagione apistica, esclusa nel periodo invernale quando la temperatura è troppa bassa e le api sono in glomere, è preferibile marcare la regina, appena sia stata fecondata nel nucleo di fecondazione, all'inizio della primavera.
Una volta marcata la regina, bisogna aspettare qualche minuto, prima di reintrodurla nell'alveare, affinché la vernice sia perfettamente asciutta e non vi siano odori estranei, perché si rischierebbe di far aggomitolare la regina.
Con la marcatura si riesce a conoscere in ogni momento l'età della regina, ma non la sua prolificità e a renderla più visibile sui favi quando la famiglia è forte.
A seguito d'accordi internazionali, le api regine, sono marcate annualmente con una serie periodica di cinque colori diversi.
Sono stati scelti cinque colori, in funzione del loro nome in ordine alfabetico, si attribuisce sempre agli anni che terminano per zero o per cinque il colore azzurro e a tutti gli altri la tinta che segue rispettando l'ordine alfabetico
Ecco un esempio, dei colori utilizzati, in funzione dell'anno.
Azzurro
Anno 2010-2015
Bianco
Anno 2011-2016
Giallo
Anno 2012-2017
Rosso
Anno 2013-2018
Verde
Anno 2014-2019
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mercoledì 13 aprile 2016
venerdì 11 marzo 2016
Acetosa
L’Acetosa conosciuta anche come erba brusca è un arbusto perenne-erbaceo.
Come la maggior parte delle piante, anche in questo caso il primo a scoprirla e catalogarla fu il famoso esperto botanico Carl Von Linné che la definì “la pianta miracolosa”.
Essa può raggiungere un’altezza massima di un metro, ha un finissimo rizoma dritto, arrossato e scanalato. Per quanto riguarda le foglie sono cauline, basali, lanceolate, molto larghe e sono composte da un picciolo. I fiori sono di colore rosso intenso e hanno una disposizione del tipo “a pannocchia”. I frutti invece sono di colore nero, rosso quando maturano. L’acetosa è originaria delle zone dove il clima è prettamente freddo e temperato è diffusa in particolar modo in Italia, sia nelle zone marittime che nelle zone montane. Fiorisce dal mese di aprile al mese di agosto e predilige vegetare e crescere in terreni dove c’è la presenza di concime, in fossati, lungo pascoli, in terreni di argilla.L’acetosa è ricca di elementi chimici molto importante per la nostra salute.
L’acetosa può essere adoperata in diversi settori e proprio per questo è molto amata da chi la utilizza.
Come la maggior parte delle piante, anche in questo caso il primo a scoprirla e catalogarla fu il famoso esperto botanico Carl Von Linné che la definì “la pianta miracolosa”.
Essa può raggiungere un’altezza massima di un metro, ha un finissimo rizoma dritto, arrossato e scanalato. Per quanto riguarda le foglie sono cauline, basali, lanceolate, molto larghe e sono composte da un picciolo. I fiori sono di colore rosso intenso e hanno una disposizione del tipo “a pannocchia”. I frutti invece sono di colore nero, rosso quando maturano. L’acetosa è originaria delle zone dove il clima è prettamente freddo e temperato è diffusa in particolar modo in Italia, sia nelle zone marittime che nelle zone montane. Fiorisce dal mese di aprile al mese di agosto e predilige vegetare e crescere in terreni dove c’è la presenza di concime, in fossati, lungo pascoli, in terreni di argilla.L’acetosa è ricca di elementi chimici molto importante per la nostra salute.
- vitamina C
- ossalato di potassio
- ferro
- acido ossalico
- diuretiche
- antinfiammatorie
- stomachiche
- depurative
- rinfrescanti
- antiscorbutiche
- lassative
- astringenti
- digestive
- toniche
L’acetosa può essere adoperata in diversi settori e proprio per questo è molto amata da chi la utilizza.
- In cucina le foglie giovani, una volta sminuzzate e lavate, possono condire varie tipologie di insalate.
- In fitoterapia e nel campo erboristico, la pianta intera può essere usata per preparare ottimi decotti e infusi.
- Occorre bollire le parti della pianta, tagliate a pezzi in precedenza, in una pentola con circa cinque litri di acqua.
- Una volta che il composto si sia ammosciato, lasciar riposare per circa un quarto d’ora. Dopodiché filtrare il tutto e berlo quando è ancora caldo.
- Un consiglio da poter dare è quello di non esagerare con le dosi
Per uso interno si utilizzano le foglie, soprattutto in versione antipiretica: le foglie vengono impiegate come ingrediente principale del brodo d'erbe, consigliato a chi ha la febbre, anche quando la temperatura è molto alta, le foglie possono aiutare a calmare la sensazione di sete.
Se invece l'intenzione è quella di perdere liquidi e contrastare la ritenzione idrica, l'acetosa può essere utilizzata come tisana, sotto forma di decotto, come spiegato sopra. In questo caso va assunta quotidianamente, al mattino o alla sera, per almeno dieci o quindici giorni di seguito, così da usufruire delle sue proprietà in modo costante e attivare un meccanismo utile a depurare l'organismo e sentirsi leggeri.
Per uso esterno, è utile utilizzare le foglie per attenuare il prurito della puntura di insetti, soprattutto vespe ed api. Si possono usare le foglie pestate in mortaio di pietra.
In ambito culinario, sono molto gustose ed utilizzate per preparare inselate, ma anche verdure cotte che possono essere insaporite dalle cimette dell'acetosella, raccolte prima della fioritura.
Per l'insalata si possono usare anche le foglie più grandi, mentre le foglie basali, decisamente più ampie, rappresentano una buona soluzione per avvolgere il pesce da cuocere al cartoccio.
Oppure si può preparare una frittata utilizzando le cimette, che rendono particolare con il loro gusto aspro.
Fare attenzione alle dosi, infatti la quantità di ossalato di potassio contenuta nell'acetosella è abbastanza notevole, pertanto potrebbe a dosi elevate, dare problemi a chi soffre di artrite, gotta, iperacidità gastrica.
Inoltre il suo polline è particolarmente allergenico, pertanto per i soggetti a rischio in primavera alle allergie, devono fare attenzione.
La raccolta avviene per le foglie in marzo - aprile
mercoledì 24 febbraio 2016
Primule
La primula
La primula è una pianta erbacea perenne con fiori grandi, gialli e profumati che fioriscono a primavera.Il suo nome deriva dal latino "primus", che significa "primo", per indicare la comparsa precoce di questo fiore già sul finire dell’inverno.
Per la conservazione, le radici si fanno essiccare al sole, mentre le foglie e i fiori si usano freschi.
Per quanto riguarda le sue proprietà, la primula è analgesica, antinfiammatoria, antispasmodica, astringente, calmante, espettorante, diuretica.
La
radice è richissima di saponine, soprattutto la primulina, con virtù espettorante e mucolitica.
Contengono
poi anche due derivati dell’acido salicilico, la "primaverina" e la
"primulaverina", con virtù analgesiche, antinfiammatorie ed
antireumatiche.
Si tratta delle stesse proprietà
dell’aspirina, che contiene essenzialmente acido acetilsalicilico, che
altro non è che una sintesi chimica dell’acido salicilico.
I fiori della primula contengono flavonoidi e carotene, efficaci nella cura delle emicranie e delle cefalee grazie alla loro azione antispasmodica e sedativa.
Ad uso interno, l’infuso di foglie e fiori e il decotto di radici sono utili per curare la tosse, la bronchite, l’asma bronchiale, il raffreddore, la cefalea e i reumatismi.
Come tisana viene somministrata per calmare gli stati di ipereccitabilità e nervosismo, e sembra che sia utile anche per i bambini.
Ad uso esterno, si praticano degli impacchi con il decotto delle radici di primula per curare contusioni, distorsioni, macchie della pelle, cute irritata dopo l’esposizione al sole, artrite.
E, altrettanto ovviamente, chi è allergico all’aspirina non deve usare neanche la primula, dato che il principio attivo è il medesimo.
La primula viene poi utilizzata anche sulla tavola, più che altro nelle insalate miste, cui le sue foglie piccole e tenere conferiscono un sapore dolciastro.
mercoledì 4 dicembre 2013
I Marangoni - A Natale regala i Mignon
A Natale regala i vasetti mignon per maggior scelta di aroma ...
I Marangoni, dal turco "marangoz" cioè falegname, sono composizioni in legno, come clessidre, girandole, cofanetti contenenti mignon assortiti di miele e confetture.
I nostri mieli mignon, unici nel loro genere, ideali come confezioni relalo o per contenitori originali dei vostri mieli preferiti.
Le confezioni posso essere personalizzate con un costo aggiuntivo.
Confezione Marangoni Mignon - Trio
La confezione regalo Trio contiene 3 pezzi di mignon assortiti.La base è in legno a forma di tagliere con 3 vasetti in vetro di mignon assortiti di mieli a scelta tra Miele di Millefiori a raccolto Primaverile, a raccolto di inizio Estate, oppure il tradizionale Millefiori estivo.
Oppure a scelta tra i nostri mieli comuni, Miele di Castagno, Miele di Tiglio, Miele di Girasole.
12,00 €
Miele a scelta tra:Miele di Millefiori da 40g Miele di Millefiori Primaverile da 40g Miele di Millefiori Estivo da 40g
Miele di Castagno da 40g
Miele di Tiglio da 40g
Miele di Girasole da 40g
Miele di Erica Montana da 40g
Miele di Tarassaco da 40g
Miele di Rosmarino da 40g
Miele di Lavanda da 40g
Confezione Marangoni Mignon - Penta
La confezione regalo Penta Plus contiene 5 pezzi di mignon assortiti.
La base è in legno con alloggiamento per 5 vasetti in vetro di mignon assortiti di mieli.
Penta Plus contiene:
15,00 €
- Miele di Millefiori 40g
- Miele di Millefiori Primaverile da 40g
- Miele di Millefiori Estivo da 40g
- Miele di Tiglio da 40g
- Miele di Flora alpina 40g
Confezione Marangoni Mignon - Penta Plus
La confezione regalo Penta Plus contiene 5 pezzi di mignon assortiti.
La base è in legno con alloggiamento per 5 vasetti in vetro di mignon assortiti di mieli.
Penta Plus contiene:
15,00 €
- Miele di Millefiori 40g
- Confettura extra mirtilli 40g
- Confettura extra albicocche 40g
- Miele di Flora alpina 40g
- Confettura extra frutti di bosco 40g
Oppure a scelta tra i nostri mieli comuni, Miele di Castagno, Miele di Tiglio, Miele di Girasole. E confetture extra di more di rovo, ribes rosso, uva spina bianca, pesche, fichi, sambuco, mele cotogne, mele, pere.
domenica 1 dicembre 2013
Natale si avvicina e tu sai già cosa regalare ...
Natale si avvicina
e tu sai già cosa regalare ...
Se non sai ancora bene cosa regalare a natale ai tuoi conoscenti, amici, parenti e familiari, oppure anche a te stesso, pensa anche a qualche cosa di dolce e gradito ...
Posso darti qualche consiglio?
Ogni settimana per le prossime tre settimane, ti invierò qualche suggerimento riguardante i nostri prodotti.
Per qualsiasi informazione non esitare a chiamarci.
Ti ricordo il nostro sito internet.
www.spesaclick.com
Confezione da un Miele in scatola di legno
In una scatola di legno artigianale interamente costruita a mano, a scelta tra colore naturale, dipinta di colori a tempera, oppure rivestita di carta colorata tipo fantasia natalizia. Un vasetto di miele BIO artigianale da 250 g.
| Cofanetto da un Miele Comuni | 10 € | |
Miele a scelta tra:
|
Confezione da due Miele in scatola di legno
In una scatola di legno artigianale interamente construita a mano, a scelta tra colore naturale, dipinta di colori a tempera, oppure rivestita di carta colorata tipo fantasia natalizia. Due vasetti di miele BIO artigianale da 250 g.
| Cofanetto da due Mieli Comuni | 15 € | |
Miele a scelta tra:
|
| Cofanetto da due Mieli uno Comune ed uno Raro | 17 € | |
Miele Comune a scelta tra:
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Miele Raro a scelta tra:
|
| Cofanetto da due Mieli Rari | 20 € | |
Miele a scelta tra:
|
| Cofanetto da due Mieli uno Comune ed uno Presidio Slow Food | 20 € | |
Miele Comune a scelta tra:
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Miele Presidio di 250g Slow Food a scelta tra:
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| Cofanetto da due Mieli uno Raro ed uno Presidio Slow Food | 22 € | |
Miele Raro a scelta tra:
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Miele Presidio Slow Food a scelta tra:
|
| Cofanetto da due Mieli Presidi Slow Food | 25 € | |
|
domenica 17 novembre 2013
Fagioli
Il fagiolo
è una pianta della famiglia delle leguminose originaria dell'America centrale.
Fu importato in Europa, dopo la scoperta dell'America, dove esistevano unicamente fagioli di specie appartenenti al genere Vigna, di origine subsahariana.
I fagioli del genere Phaseolus si sono diffusi ovunque soppiantando il gruppo del mondo antico, in quanto si sono dimostrati più facili da coltivare e più redditizi, la resa è quasi doppia.
Il fagiolo viene coltivato per i semi, raccolti freschi, fagioli da sgranare, o secchi, oppure per l'intero legume da mangiare fresco tipo fagiolini e cornetti.
Le varietà a ciclo vegetativo più lungo sono seminate in primavera mentre quelle a ciclo più breve in estate.
Nel caso dei fagioli rampicanti è necessaria la collocazione di sostegni.
I Fagioli sono i semi, contenuti in baccelli, della pianta del Fagiolo.
Le specie di fagiolo si distinguono in rampicanti e nane, mentre i frutti possono essere da sgranare o da mangiare integralmente con il baccello, i cosiddetti fagioli mangiatutto.
Originari dell'Africa e dell'Asia, i fagioli erano già conosciuti ai tempi degli Antichi Egizi e venivano comunemente utilizzati dai Greci e dai Romani.
Durante il MedioEvo, i fagioli erano un alimento molto diffuso e consumato dal popolo, data la loro facilità di coltivazione e le abbondanti proprietà nutritive.
Proprietà ed effetti benefici dei Fagioli
I Fagioli possiedono mediamente 300 kcal per 100 g, sono ricchi di proteine, fibre, potassio, fosforo, magnesio e ferro.
Contengono inoltre calcio, sodio, zinco e le vitamine del gruppoB come B2, B3, B6.
I fagioli sono un alimento molto nutriente e, come tutti i legumi, costituiscono una buona fonte di proteine vegetali, ricorda che le proteine contenute nei legumi non costituiscono, da sole, un sostituto completo delle proteine contenute nella carne, ma possono aumentare le loro proprietà nutritive se associate ad esempio ai cereali.
Grazie alle fibre in essi contenute, i fagioli hanno proprietà lassative, aiutano ad accelerare il transito intestinale e si rivelano utili in caso di stitichezza o emorroidi.
Inoltre contribuiscono ad abbassare il colesterolo, i trigliceridi ed anche la glicemia, e sono quindi indicati nei casi di diabete.
I fagioli sono un alimento completo dal punto di vista nutrizionale. Contengono le vitamine A, B, C ed E, inoltre sono ricchi di sali minerali e oligominerali come ferro, potassio, fosforo, zinco e calcio.
Come per altri legumi, anche nei fagioli è presente la lecitina, un fosfolipide che favorisce l’emulsione dei grassi, che in questo modo non si accumulano nel sangue, tenendo a bada il livello di colesterolo.
I fagioli sono quindi protettivi dell’apparato cardiocircolatorio e capaci di abbassare la pressione.
Tra le diverse proprietà dei fagioli non bisogna dimenticare la presenza di glucodrine, sostanze capaci di ridurre la glicemia.
Fagioli vuol dire anche fibre di cui tutti conosciamo la capacità di preservazione dell’equilibrio della flora intestinale.
È sempre grazie alle fibre che i fagioli possono essere considerati i migliori alleati delle diete ipocaloriche perchè favoriscono il senso di sazietà e accelerano il metabolismo.
Le varietà dei Fagioli
Esistono diverse varietà di Fagioni, tra cui:
Fagioli Borlotti
Dalla doppia anima, verdura ed alimento proteico insieme, i fagioli borlotti sono anche buonissimi!
Grandi e dall’intenso colore marrone rossiccio, i fagioli borlotti sono la varietà più diffusa e dal sapore più deciso, un vero concentrato di tutto il benessere dei fagioli.
Il borlotto è solo una delle oltre 500 varietà di fagioli coltivati dall’uomo, si distingue per le classiche venature rosse sui semi e sul baccello.
Per tutta la stagione estiva si trovano freschi nel loro baccello.
Quelli secchi richiedono una nottata di rinvenimento in acqua.
Preparazione
In cottura è preferibile non aggiungere grassi.
Prova ad usare erbe aromatiche e magari del vino per profumare.
I fagioli borlotti sono ottimi anche da gustare in insalata.
Un grande classico è la pasta e fagioli, piatto unico completo e perfettamente bilanciato definito “povero” per tradizione ma “ricco” dal punto di vista nutritivo.
L’accoppiata vincente con la pasta permette di reintegrare quegli aminoacidi essenziali che mancano naturalmente ai fagioli e che sono indispensabili per la costruzione delle proteine.
Curiosità
Per combattere gli antipatici effetti di meteorismo che i borlotti, come tutti i fagioli, possono causare, un trucco è aggiungere un cucchiaio di santoreggia o di zenzero macinato.
Per un uso davvero alternativo dei borlotti secchi si possono utilizzare per non fare gonfiare la base di pasta frolla o brisé delle torte.
Si chiama cottura in bianco: basta stendere la pasta sulla tortiera, bucherellarla e ricoprirla con carta da forno su cui andrà stesa una buona manciata di fagioli, infine infornare.
In questo modo otterrete una base perfetta di pasta frolla e brisé per i dolci.
è una pianta della famiglia delle leguminose originaria dell'America centrale.
Fu importato in Europa, dopo la scoperta dell'America, dove esistevano unicamente fagioli di specie appartenenti al genere Vigna, di origine subsahariana.
I fagioli del genere Phaseolus si sono diffusi ovunque soppiantando il gruppo del mondo antico, in quanto si sono dimostrati più facili da coltivare e più redditizi, la resa è quasi doppia.
Il fagiolo viene coltivato per i semi, raccolti freschi, fagioli da sgranare, o secchi, oppure per l'intero legume da mangiare fresco tipo fagiolini e cornetti.
Le varietà a ciclo vegetativo più lungo sono seminate in primavera mentre quelle a ciclo più breve in estate.
Nel caso dei fagioli rampicanti è necessaria la collocazione di sostegni.
I Fagioli sono i semi, contenuti in baccelli, della pianta del Fagiolo.
Le specie di fagiolo si distinguono in rampicanti e nane, mentre i frutti possono essere da sgranare o da mangiare integralmente con il baccello, i cosiddetti fagioli mangiatutto.
Originari dell'Africa e dell'Asia, i fagioli erano già conosciuti ai tempi degli Antichi Egizi e venivano comunemente utilizzati dai Greci e dai Romani.
Durante il MedioEvo, i fagioli erano un alimento molto diffuso e consumato dal popolo, data la loro facilità di coltivazione e le abbondanti proprietà nutritive.
Proprietà ed effetti benefici dei Fagioli
I Fagioli possiedono mediamente 300 kcal per 100 g, sono ricchi di proteine, fibre, potassio, fosforo, magnesio e ferro.
Contengono inoltre calcio, sodio, zinco e le vitamine del gruppoB come B2, B3, B6.
I fagioli sono un alimento molto nutriente e, come tutti i legumi, costituiscono una buona fonte di proteine vegetali, ricorda che le proteine contenute nei legumi non costituiscono, da sole, un sostituto completo delle proteine contenute nella carne, ma possono aumentare le loro proprietà nutritive se associate ad esempio ai cereali.
Grazie alle fibre in essi contenute, i fagioli hanno proprietà lassative, aiutano ad accelerare il transito intestinale e si rivelano utili in caso di stitichezza o emorroidi.
Inoltre contribuiscono ad abbassare il colesterolo, i trigliceridi ed anche la glicemia, e sono quindi indicati nei casi di diabete.
I fagioli sono un alimento completo dal punto di vista nutrizionale. Contengono le vitamine A, B, C ed E, inoltre sono ricchi di sali minerali e oligominerali come ferro, potassio, fosforo, zinco e calcio.
Come per altri legumi, anche nei fagioli è presente la lecitina, un fosfolipide che favorisce l’emulsione dei grassi, che in questo modo non si accumulano nel sangue, tenendo a bada il livello di colesterolo.
I fagioli sono quindi protettivi dell’apparato cardiocircolatorio e capaci di abbassare la pressione.
Tra le diverse proprietà dei fagioli non bisogna dimenticare la presenza di glucodrine, sostanze capaci di ridurre la glicemia.
Fagioli vuol dire anche fibre di cui tutti conosciamo la capacità di preservazione dell’equilibrio della flora intestinale.
È sempre grazie alle fibre che i fagioli possono essere considerati i migliori alleati delle diete ipocaloriche perchè favoriscono il senso di sazietà e accelerano il metabolismo.
Le varietà dei Fagioli
Esistono diverse varietà di Fagioni, tra cui:
- fagioli Cannellini, molto diffusi in Italia, dalla forma quasi cilindrica e di colore bianco, sono particolarmente adatti ad essere essiccati
- fagioli Borlotti, grandi e dal colore scuro, marrone rossiccio, hanno un sapore intenso e risultano particolarmente adatti per zuppe, minestre e passati
- fagioli Bianchi di Spagna, di grande dimensione, colore bianco e sapore delicato, sono particolarmente adatti per le insalate
- fagioli Neri, dal colore completamente nero, sono una varietà di fagioli provenienti dal Messico
Fagioli Borlotti
Dalla doppia anima, verdura ed alimento proteico insieme, i fagioli borlotti sono anche buonissimi!
Grandi e dall’intenso colore marrone rossiccio, i fagioli borlotti sono la varietà più diffusa e dal sapore più deciso, un vero concentrato di tutto il benessere dei fagioli.
Il borlotto è solo una delle oltre 500 varietà di fagioli coltivati dall’uomo, si distingue per le classiche venature rosse sui semi e sul baccello.
Per tutta la stagione estiva si trovano freschi nel loro baccello.
Quelli secchi richiedono una nottata di rinvenimento in acqua.
Preparazione
In cottura è preferibile non aggiungere grassi.
Prova ad usare erbe aromatiche e magari del vino per profumare.
I fagioli borlotti sono ottimi anche da gustare in insalata.
Un grande classico è la pasta e fagioli, piatto unico completo e perfettamente bilanciato definito “povero” per tradizione ma “ricco” dal punto di vista nutritivo.
L’accoppiata vincente con la pasta permette di reintegrare quegli aminoacidi essenziali che mancano naturalmente ai fagioli e che sono indispensabili per la costruzione delle proteine.
Curiosità
Per combattere gli antipatici effetti di meteorismo che i borlotti, come tutti i fagioli, possono causare, un trucco è aggiungere un cucchiaio di santoreggia o di zenzero macinato.
Per un uso davvero alternativo dei borlotti secchi si possono utilizzare per non fare gonfiare la base di pasta frolla o brisé delle torte.
Si chiama cottura in bianco: basta stendere la pasta sulla tortiera, bucherellarla e ricoprirla con carta da forno su cui andrà stesa una buona manciata di fagioli, infine infornare.
In questo modo otterrete una base perfetta di pasta frolla e brisé per i dolci.
giovedì 14 novembre 2013
Il sanguinaccio o boudin
Il sanguinaccio o boudin
L'utilizzo del sangue di maiale fresco per ottenerne insaccati e' comune un po' in tutta l'Italia.
Ogni zona utilizza nomi diversi per un prodotto, praticamente sempre artigianale, molto simile.
Simile ma mai uguale, e questo e' il "plus" che i prodotti artigianali hanno.
Infatti i prodotti industriali DEVONO essere sempre identici a se stessi, contrariamente ai primi.
Gli insaccati possono provenire dalla carne di diversi animali di allevamento, bovino, oca, capra e selvaggina, cinghiale, cervo, capriolo.
Il maiale è certamente il più utilizzato per la preparazione di sanguinacci.
Le ricette sono sicuramente un po' diverse le une dalle altre sia come ingredienti che come metodi.
Assieme al sangue si utilizza il latte e il pane e qualche percentuale di grasso di maiale.
In alcuni casi è contemplata la presenza di carne di maiale.
Le spezie aggiunte cambiano anche loro molto da zona a zona
Insomma le varianti sono praticamente infinite.
Il sanguinaccio si lessa mettendolo in acqua fredda e portandolo all'ebollizione a fiamma bassa.
La cottura varia dai 20 minuti ai 60 minuti, a seconda delle dimensioni e del tipo.
Se non e' gia' forato, occorre fare dei forellini nella pelle del sanguinaccio.
Questa misura, assieme all'acqua fredda e all'ebollizione leggera, servono ad evitare la rottura del delicato budello nel quale e' insaccato.
La consistenza, alla fine, è generalmente morbida, e il sapore, come taluni classificano "antico", può passare dal dolce al forte.
Personalmente preferisco i sanguinacci dai sapori delicati.
Questa pietanza si mangia con la polenta e si abbina con Vino Rosso Fermo, di medio corpo, in particolare con vini prodotti in Alto Canavese e Valle d'Aosta
Si presentano come dei salsicciotti tendenzialmente scuri.
Metodiche di lavorazione
Si fa un impasto di sangue di maiale, patate bollite, rifilatura di pancette, grasso, aglio, pepe, sale e droghe; il tutto viene insaccato nel budello e venduto fresco.
Il prodotto viene consumato cotto bollito.
Zona di produzione
Diffuso in varie zone del Piemonte.
Tradizionalmente legato alla montagna per la maggiore disponibilità di patate rispetto al pane.
L'utilizzo del sangue di maiale fresco per ottenerne insaccati e' comune un po' in tutta l'Italia.
Ogni zona utilizza nomi diversi per un prodotto, praticamente sempre artigianale, molto simile.
Simile ma mai uguale, e questo e' il "plus" che i prodotti artigianali hanno.
Infatti i prodotti industriali DEVONO essere sempre identici a se stessi, contrariamente ai primi.
Gli insaccati possono provenire dalla carne di diversi animali di allevamento, bovino, oca, capra e selvaggina, cinghiale, cervo, capriolo.
Il maiale è certamente il più utilizzato per la preparazione di sanguinacci.
Le ricette sono sicuramente un po' diverse le une dalle altre sia come ingredienti che come metodi.
Assieme al sangue si utilizza il latte e il pane e qualche percentuale di grasso di maiale.
In alcuni casi è contemplata la presenza di carne di maiale.
Le spezie aggiunte cambiano anche loro molto da zona a zona
- semi di finocchio
- finocchio selvatico
- pepe
- cacao
- cioccolato
- riso
- pinoli
- patate
- vino
Insomma le varianti sono praticamente infinite.
Il sanguinaccio si lessa mettendolo in acqua fredda e portandolo all'ebollizione a fiamma bassa.
La cottura varia dai 20 minuti ai 60 minuti, a seconda delle dimensioni e del tipo.
Se non e' gia' forato, occorre fare dei forellini nella pelle del sanguinaccio.
Questa misura, assieme all'acqua fredda e all'ebollizione leggera, servono ad evitare la rottura del delicato budello nel quale e' insaccato.
La consistenza, alla fine, è generalmente morbida, e il sapore, come taluni classificano "antico", può passare dal dolce al forte.
Personalmente preferisco i sanguinacci dai sapori delicati.
Questa pietanza si mangia con la polenta e si abbina con Vino Rosso Fermo, di medio corpo, in particolare con vini prodotti in Alto Canavese e Valle d'Aosta
Si presentano come dei salsicciotti tendenzialmente scuri.
Metodiche di lavorazione
Si fa un impasto di sangue di maiale, patate bollite, rifilatura di pancette, grasso, aglio, pepe, sale e droghe; il tutto viene insaccato nel budello e venduto fresco.
Il prodotto viene consumato cotto bollito.
Zona di produzione
Diffuso in varie zone del Piemonte.
Tradizionalmente legato alla montagna per la maggiore disponibilità di patate rispetto al pane.
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